decreto semplificazione

Si segnala l’interessante modifica apportata al codice dei contratti pubblici dal cd. decreto semplificazione (D.L. 135/2018).

L’art. 80 del codice prevedeva, tra l’altro, che non poteva partecipare ad una gara d'appalto o concessione chi fosse stato condannato per frode in danno degli interessi finanziari della Comunità Europea (dicitura già alquanto generica che poteva essere chiarita solo leggendo la relativa convenzione del Consiglio dell’Unione Europea del 26.07.1995, con uno sforzo di indagine evidente).

Il decreto semplificazione è intervenuto su tale aspetto, sancendo che non può partecipare ad una gara di appalto/concessione chi, alternativamente:

-         Si sia reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da renderne dubbia l’integrità o affidabilità;

-         Abbia tenuto una condotta capace di alterare il processo decisionale dell’appaltante, fornendo informazioni false/fuorvianti oppure omettendo quelle dovute oppure tentando di ottenere informazioni a proprio vantaggio;

-         Anteriormente alla procedura di appalto o concessione, abbia dimostrato significative o persistenti carenze nell'esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione, con conseguente risoluzione per inadempimento o con condanna al risarcimento del danno o altre sanzioni comparabili.

Di certo è stata semplificata la dicitura dell’articolo, ma solo l’esperienza potrà dirci se anche le gare di appalto sono state così semplificate.

Avv. Linda Ara

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