EMERGENZA CORONAVIRUS: LE VITTIME DI VIOLENZA DOMESTICA

Le limitazioni imposte con i Decreti Legge ormai noti, hanno stabilito per tutti i cittadini l’obbligo di rimanere presso l’abitazione per il contenimento dell’emergenza sanitaria in corso.
Per tutti coloro che sono già esposti a situazioni di evidente pericolo (vittime di percosse e/o maltrattamenti) la reclusione forzata all’interno della propria dimora, crea situazioni particolarmente allarmanti, ove purtroppo è difficile evadere.
In condizioni normali, e anche in questa situazione di emergenza sanitaria per il coronavirus, noi pensiamo alla casa come a un rifugio sicuro, ma in contesti già problematici, nell’attuale situazione, una vittima può avere maggiori difficoltà a chiedere aiuto se è controllata a vista dal suo aggressore.
Proprio per far fronte a tali emergenze, il Senato ha approvato diverse misure per tutelare le vittime di violenza domestica, ai tempi del Coronavirus.

Tra le misure approvate in sede di conversione del Decreto “Cura Italia”, in particolare sono stati stanziati numerosi fondi per finanziare le Comunità protette presenti in tutto il territorio Nazionale e quindi garantire un’adeguata protezione alle vittime di violenza, ovvero la previsione che, tra le udienze che il D.L. “Cura Italia” ha sancito che non vengano sospese durante l’emergenza, vi rientrino anche quelle di convalida degli ordini di allontanamento immediato dalla casa familiare.
E’ assolutamente consentito allontanarsi dall’abitazione per recarsi dalle forze dell’ordine per denunciare il proprio maltrattante ma, qualora ciò fosse non fosse possibile, da qualche settimana la Polizia di Stato ha attivato l’app “YouPol”, mediante la quale è possibile trasmettere in tempo reale messaggi e immagini legate ai reati di violenza che si sviluppano all’interno delle mura domestiche (e le segnalazioni possono essere anche anonime), ovvero è possibile contattare il numero nazionale antiviolenza “1522”, sempre attivo.